Didattica in gioco

La Didattica in Gioco

Imparare giocando

Perché imparare giocando? In primo luogo, il gioco è un’esperienza complessa e coinvolgente che permette ai bambini di essere protagonisti di un’attività che è vissuta in maniera piacevole e positiva, auto -motivante, intrigante e relazionata alla realtà circostante.Infatti il gioco è inteso come piacere e desiderio di fare. È dunque un’attività che il bambino fa volentieri e su cui riesce quindi a concentrarsi anche per lungo tempo.

Il gioco pertanto possiede tutte le caratteristiche affinché, grazie ad esso, si realizzi una didattica che stimoli un apprendimento efficace e duraturo.

Imparare giocando permette dunque di legare l’apprendimento ad esperienze gratificanti, emotivamente intense, in cui l’intera persona si “mette in gioco”.

Caratteristiche del gioco utili per l’apprendimento

Il gioco include in sé diverse componenti utili all’apprendere:
-affettive: divertimento e piacere
-Sociali: l’utilizzo in gruppo e il rispetto delle regole
-Motorie e psicomotorie: Movimento, coordinamento ed equilibrio
-Cognitive: strategie di gioco, apprendimento di regole
-Emotive: sfida, tensione
-Culturali: modalità di relazione

Il gioco a scuola pertanto, se pianificato in maniera ragionata e proposto in modo organizzato e consapevole, diventa uno strumento potente ed efficace, tale da poter essere applicato a tutte le discipline ed a tutte le età e non relegato ad un ruolo subalterno, come un piacevole extra.

L’attività ludica inoltre fa abbassare i livelli di ansia, creando di conseguenza condizioni favorevoli perché lo studente apprenda.

In definitiva l’alunno impara, si diverte e sviluppa anche delle capacità sociali.

La didattica in gioco

L’attività didattica ludica prende vita da un modo di guardare alla scuola, come luogo dove non necessariamente l’apprendere è frutto di una combinazione tra disciplina e fatica, bensì da proposte divertenti e stimolanti, in cui anche il contesto ambientale è rilassante, motivante e piacevole. Un luogo dove lo studente è PROTAGONISTA del proprio processo formativo e non un passivo fruitore.


Nasce così la Didattica in gioco, ovvero la possibilità di trasmettere saperi e far emergere competenze ed abilità attraverso la modalità ludica in situazioni di cooperazione e di competizione positiva.

Giochi didattici

All’interno di un campus ludico con bambini di 6/7 anni, lo scorso luglio ho sperimentato una serie di giochi didattici, suddividendo gli ambiti linguistici da quelli logico-matematici e disciplinari.

Ho potuto lavorare con i seguenti giochi in scatola dell’editore Fabbrica dei Segni, di cui accennerò anche le componenti che va a stimolare:


imparare giocando

Claudia ferraroli

Nasce a Monza il 13 agosto 1969.

Insegnante laureata in Filosofia ad indirizzo psicologico presso l’Università Statale di Milano, consegue un master triennale con lode in pedagogia clinica a Firenze.

E’ iscritta all’albo dei pedagogisti clinici gestito dall’ANPEC (associazione nazionale pedagogisti clinici).

Lavori

Svolge l’attività di educatrice nell’ambito del recupero delle tossicodipendenze, dell’alcolismo e con soggetti con problematiche di tipo psichiatrico, per poi approdare all’insegnamento ed alla formazione. Propone laboratori con metodi di carattere artistico e letterario. Collabora come pedagogista con diverse cooperative ed associazioni.

Scrive libri per bambini, a volte illustrandoli, oltre all’ideazione di giochi creativi per Fabbrica dei Segni Editore e le edizioni centro studi Erickson..

Contatti

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