Cos’è la Dislessia

dislessia

Cos’è la dislessia, facciamo chiarezza

Cosa vuol dire dislessico

In questo articolo analizziamo cos’è la dislessia poiché molte persone, in particolare genitori, insegnanti e studenti, hanno bisogno di fare chiarezza su questo argomento. In questo modo speriamo che sempre più persone possano scoprire cosa significa “dislessico”.

Cosa significa DSA?

DSA è l’acronimo di “Disturbi Specifici dell’Apprendimento”.

E cos’è la dislessia?

“La dislessia è una disabilità dell’apprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura (ortografia). Queste difficoltà derivano tipicamente da un deficit nella componente fonologica del linguaggio, che è spesso inattesa in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di una adeguata istruzione scolastica. Di conseguenza possono svilupparsi problemi di comprensione nella lettura del testo scritto e una ridotta crescita del vocabolario e della conoscenza generale, conseguente ad una ridotta pratica nella lettura”.

In aggiunta, la definizione del significato di dislessia della Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità (CC-ISS, 2011) chiarisce bene che la dislessia non riguarda l’intelligenza di una persona:

“Si tratta di disturbi che coinvolgono uno specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Essi infatti interessano le competenze strumentali degli apprendimenti scolastici.

Sulla base del deficit funzionale vengono comunemente distinte le seguenti condizioni cliniche:

dislessia, cioè disturbo nella lettura (intesa come abilità di decodifica del testo)

disortografia, cioè disturbo nella scrittura (intesa come abilità di codifica fonografica e competenza ortografica)

disgrafia, cioè disturbo nella grafia (intesa come abilità grafo-motoria)

discalculia, cioè disturbo nelle abilità di numero e di calcolo (intese come capacità di comprendere e operare con i numeri).”

Cosa capita al Dislessico quando legge?

Nell’affrontare una lettura, i dislessici hanno difficoltà a collegare le lettere ai suoni corrispondenti, il che comporta un’incapacità nel creare le parole derivanti dai suddetti suoni.

In altre parole, non riuscendo a tradurre con il suono corrispondente le lettere, l’individuo affetto da dislessia fatica, durante la lettura di un testo, a scandire gli insiemi di lettere costituenti le parole. Confrontando i dislessici con le persone normali (cioè non affette da dislessia), queste, quando imparano a leggere, non riscontrano alcuna difficoltà nel correlare le lettere al suono corrispondente, così come non hanno alcun problema a mescolare i suoni delle lettere al fine di pronunciare le parole.

DSA

I ragazzi con DSA fanno più fatica, rispetto ai compagni, nell’apprendimento scolastico, ma d’altra parte loro hanno caratteristiche speciali e differenti dagli altri che dovrebbero essere sviluppate e valorizzate: creatività, capacità di pensare per immagini, visione d’insieme, capacità di creare collegamenti inusuali, fervida immaginazione, capacità di intuizione.

Anche personaggi famosi come il celebre scrittore Hans Christian Andersen e il genio Leonardo Da Vinci erano dislessici eppure hanno fatto grandi cose nella vita!

Come Riconoscere la Dislessia in Età Scolare: I Sintomi Tipici

Come affermato in precedenza, al sopraggiungere dell’età scolare (cioè quando comincia la frequentazione della scuola elementare), il soggetto dislessico manifesta in modo inequivocabile tutte le sue difficoltà nei confronti della lettura e, talvolta, della scrittura.

Come riconoscere la dislessia in età scolare

Nello specifico, l’elenco dei tipici sintomi e segni della dislessia agli inizi della scolarizzazione comprende:

  • Difficoltà nel leggere e scandire le parole (il cosiddetto “spelling”);
  • Incertezza nell’utilizzo delle sillabe;
  • Difficoltà nell’utilizzo della grammatica appropriata;
  • Lentezza nella lettura e difficoltà nella lettura a voce alta;
  • Incapacità o capacità ridotta di apprendere i nomi delle lettere e i suoni che le rappresentano;
  • Difficoltà di scrittura o lentezza nella scrittura;
  • Sostituzioni o elisioni di lettere (es: confusione tra “b” e “d”);
  • Difficoltà nell’imparare parole nuove;
  • Estrema difficoltà nell’attenersi a delle indicazioni scritte;
  • Disturbi visivi durante la lettura (ad alcuni dislessici pare che, durante la lettura di un testo, le lettere si muovano);
  • Brutta grafia;
  • Errori nel conteggio dei numeri da 0 a 20;
  • Errori nel passaggio dalla pronuncia alla scrittura dei numeri da 0 a 20;
  • Difficoltà nel calcolo a mente.

Le difficoltà nel leggere inducono il bambino dislessico a interrompere la lettura; ciò compromette il suo apprendimento e i suoi risultati scolastici.

Strategie di Supporto per la Dislessia

Oggi, gli individui con dislessia possono contare su diversi metodi di supporto, i cui obiettivi finali sono:

  1. Permettere lo studio e consentire l’apprendimento, indipendentemente dalle difficoltà di lettura, scrittura ecc.
  2. Utilizzare metodi pensati da specialisti dell’eduzione e da medici.
    Questi metodi di supporto sono, di fatto, delle strategie per la compensazione dei vari deficit presenti.
  3. Utilizzo di strumenti tecnologici più o meno avanzati, che prendono il nome di strumenti compensativi.
    Vengono chiamati “compensativi” poiché compensano le lacune del paziente.

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