Sospendere gli psicofarmaci: come e perché

14,00

Sospendere gli psicofarmaci è un percorso di conoscenza costruito insieme dai Professionisti coinvolti e dalle Persone che chiedono aiuto. Un percorso condiviso e rispettoso che vede tutti in posizione attiva e collaborativa.

 

ISBN: 9788832862737

Descrizione

Titolo: Sospendere gli psicofarmaci: come e perché
Autore: M. Gandolfi – L. Guerra – M. Maviglia
Editore: Fabbrica dei Segni
Collana: T’inSEGNO
Formato: 21 x 15 cm
Numero di pagine: 208
Pubblico: Medici, Psicologi, Psichiatri

DESCRIZIONE
Sospendere gli psicofarmaci: come e perché” affronta il tema degli psicofarmaci affrontando le seguenti domande: cosa significa per la persona in condizione di sofferenza psichica assumere una pillola o non assumerla? È possibile smettere di assumerla e, se sì, come? Ma per poter rispondere a queste domande bisogna partire dalla domanda che le precede: “Cosa ha fatto sì che uno psichiatra decidesse la sua prescrizione, o che una Persona o un suo famigliare chiedesse la prescrizione di uno psicofarmaco?”
Sospendere gli psicofarmaci è un percorso di conoscenza costruito insieme dai Professionisti coinvolti e dalle Persone che chiedono aiuto. Un percorso condiviso e rispettoso che vede tutti in posizione attiva e collaborativa, dal momento che solo la persona in difficoltà è esperto della propria storia e il professionista deve sapere come raccoglierla, accoglierla e inserirla anche nel
contesto famigliare, sociale e culturale specifico di ogni soggetto.
Il testo, affianco ad una elaborazione teorica degli aspetti contestuali della dismissione, offre dei suggerimenti pratici su come affrontare il percorso della dismissione, anche in situazioni difficili in cui le risorse non sono ottimali ed in cui il disagio mentale viene interpretato come diagnosi organica con decorso cronico. Questi sono aspetti sanitari di rilievo nel contesto sociale in cui l’individuo
si trova spesso ad affrontare il percorso della dismissione.
Questa la cifra di questo testo, testimoniata anche dal fatto che è frutto di tre professionalità diverse, che nel rispetto reciproco hanno scelto il metodo della condivisione e della verifica sul campo di quanto affermano. Tutti e tre convinti che sia necessario ancorare il proprio pensare e agire ad un metodo scientificamente documentato e condivisibile.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Miriam Gandolfi
, psicologa e psicoterapeuta sistemico-connessionista si è assunta il compito di offrire al lettore i diversi punti di partenza teorici da cui derivano le diverse scelte psicoterapeutiche. Attraverso la presentazione di casi clinici reali proporrà percorsi di lettura dei significati che l’assunzione, la sospensione, il mantenimento o l’evitamento dell’assunzione assume nella vita concreta delle persone. Il suo approccio si inserisce a pieno titolo nelle più recenti evoluzioni teoriche ed epistemologiche della psicologia come scienza del comportamento.

Laura Guerra, evidenzia la narrazione fallace del modello organicista o bio-medico sostenuto dalle case farmaceutiche per promuovere l’uso egli psicofarmaci come “riequilibratori di un sistema squilibrato”, presentando il reale potenziale terapeutico degli psicofarmaci e i motivi per limitarne l’uso a lungo termine, responsabile della cronicizzazione e dell’abbassamento della qualità della
vita. Nella narrazione afferma con chiarezza che, se non evitabile, l’uso dovrebbe essere mirato alla
gestione degli stati acuti della sofferenza psichica. Offre, con dovizia di dettagli informazioni molto
utili per la gestione della sospensione degli psicofarmaci maturate nei gruppi di auto-mutuo-aiuto e
supportate da autorevoli pubblicazioni scientifiche.

Marcello Maviglia, specialista in psichiatria e in tossicodipendenza, sostiene come tesi principale
dei capitoli, che cura che il supporto degli Esperti per Esperienza (Peers Specialists) conferisce al
percoso di recovery una narrativa personalizzata che non riguarda solo la gestione ed il contenimento dei sintomi, ma soprattuto il miglioramento della qualità della vita nel contesto sociale e culturale dell’individuo. L’autore premette che non nega l’esistenza del disagio emotivo, che è empiricamente dimostrabile nella sofferenza degli individui in maniera palpabile, ma che è, al tempo stesso, necessario comprendere le limitazioni delle diagnosi ufficiali dei “disturbi mentali”. Illustrando, alla fine del capitolo, un progetto di dismissione avviato da diversi anni in una clinica di Albuquerque, nel Nuovo Messico, ne condivide aspetti fondamentali della progettazione, della implementazione ed alcuni risultati preliminari, che potrebbero essere d’aiuto allo sviluppo di progetti simili.

COLLANA
T’inSEGNO è una collana che raccoglie libri che “insegnano” oltre e più di quanto si faccia a scuola. I suoi autori hanno attraversato la magia dell’insegnare molte volte: da studenti, da insegnanti, da genitori, da esperti in campi particolari, e l’han fatto nei luoghi più svariati, nelle scuole, nelle famiglie, in istituzioni aperte o chiuse e anche intorno un tavolo con gli amici. Come sanno fare i maestri competenti nel loro campo spiegano realtà difficili e complesse con un linguaggio comprensibile a tutti.