E SE I FIGLI NON VAN BENE?

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Una guida pratica per comprendere e risolvere i problemi dei figli in famiglia, a scuola, nelle relazioni con gli amici, in una realtà sociale che comporta una domanda nuova per i genitori: quello che so come genitore è sufficiente per educare mio figlio? All’interno del libro, oltre ad esempi pratici di situazioni gestite dall’Autore nei colloqui con genitori, insegnanti e figli, le tematiche sono affrontate a più riprese così che il genitore stesso diventi un esperto in dinamiche relazionali.

ISBN: 9788832861921

Descrizione

Autore: Aldo Strisciullo
Editore: Fabbrica dei Segni
Collana: T’inSEGNO
Formato: A5 – 15 x 21 cm
Numero di pagine: 116
Età: 14+
Tematica: Educazione, psicologia dell’età evolutiva, scuola, pedagogia, infanzia, genitorialità, relazione, insegnamento, orientamento, gruppo di pari, videogiochi, gaming


È indubbio che il mondo in cui vivono i nostri figli è fatto di altre cose rispetto alla nostra infanzia. Gli strumenti tecnologici hanno cambiato la percezione, creato contesti e cambiato i modi stessi di relazionarsi. I bambini, non devono imparare che cosa è uno smartphone e che relazione quell’oggetto ha con le cose, in qualche modo ne hanno già una conoscenza. Quindi, oggi, per educare, per insegnare, è necessario conoscere il mondo e il senso dell’esistere del proprio figlio.

Il bambino o il ragazzo che si fa strada nella realtà contemporanea scopre che il mondo e le sue relazioni, il proprio modo di essere ed esistere, vanno ‘costruiti’ e, sebbene egli abbia una vaga idea di che cosa fare, “deve lavorarci seriamente su”. Immaginate una società con un tempo lento, in cui le persone e i bambini non sono sottoposti a pressioni. Un bambino ha tempo di digerire le impressioni del mondo, modificarle, adattarle, farle evolvere. Probabilmente non si pone molte domande, tutto è chiaro, gli adulti non gli chiedono nulla, non gli fanno troppe domande, gli chiedono implicitamente solo di osservare e di esistere, quasi ‘naturalmente’. In questa società le tradizioni, le famiglie, il vivere sono così ben connotati, stabili, lineari che il bambino non si chiede chi essere nel mondo, gli basta ‘somigliare’ a ciò che vede. E ciò che vede sono delle appartenenze chiare, e l’identità, cioè il somigliare a qualcosa, gli è data dall’appartenere alla realtà che vede.

Nel mondo contemporaneo, nel mondo fatto di comunicazioni veloci, globalizzate, di società sovrapposte, di caotici e magari interessanti “meltin’ pot”, di miti umanizzati in serie tv, della comunicazione social a portata di tutti, di smart working e di realtà digitali e avatar (spero di avervi impressionato) i nostri figli hanno un’altra realtà davanti ai loro occhi e un compito esistenziale: che cosa devo fare per esistere, per inserirmi in questo mondo, in breve, per avere un’identità? Da qui scaturisce un atteggiamento nuovo fatto di continue domande di autonomia e sfide che il mondo adulto liquida con frasi: “mio figlio? È nella sua fase oppositiva, non obbedisce più a nessuno…” Il genitore, allora, si trova di fronte a tre problemi: il primo, ha strumenti datati per risolvere i problemi e le difficoltà relazionali con i propri figli. Il secondo, alcune idee su come educare riguardano norme, atteggiamenti che nel frattempo sono ‘passate di moda’ e che le nuove generazioni non comprendono (obbedire e perché?). Infine, il genitore, preso dalle difficoltà di non riuscire ad ottenere obbedienza dal figlio, finisce con l’insistere con la sua visione delle cose,
delle regole (seppur ‘giuste e logiche’) e dei metodi che conosce provocando, inaspettatamente, una rottura comunicativa col figlio.

BIOGRAFIA
Aldo Strisciullo è psicologo e counselor. È presidente del Centro Ricerche Psicosociali di Milano e si occupa col gruppo di lavoro di ricerca sociale, di formazione e consulenza. Si occupa inoltre di progetti di contrasto al disagio e di promozione del benessere nella scuola. Si occupa di formazione agli insegnanti ed educatori. Ha partecipato come relatore a diversi convegni, promossi dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia, sul tema “La scuola che ascolta”. Si è laureato in Scienze della Mente presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Torino, si è laureato in Lettere Straniere presso la Facoltà di Lingue dell’Università di Bari e si è diplomato in Lingua Araba presso l’Istituto Bourguiba di Tunisi (Università El Manar). Ha insegnato italiano nella scuola pubblica in Francia e Lingua e Cultura Francese nelle scuole medie e superiori in Italia. Ha pubblicato diversi libri tra cui “La mente dei ragazzi” e “Mio figlio va male a scuola” (edizioni Fabbrica dei Segni).
Contatti
eMail:
a.strisciullo@me.com


COLLANA
T’inSEGNO è una collana che raccoglie libri educativi che “insegnano” oltre e più di quanto si faccia a scuola. I suoi autori hanno spesso attraversato la magia dell’insegnare molte volte: da studenti, da insegnanti, da genitori, da esperti in campi particolari, e l’han fatto nei luoghi più svariati, nelle scuole, nelle famiglie, in istituzioni aperte o chiuse e anche intorno un tavolo con gli amici. Come san fare i maestri davvero competenti nel loro campo, T’inSEGNO è una collana che raccoglie libri educativi che “insegnano” oltre e più di quanto si faccia a scuola.

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